Di tutto e un pò: il caos dentro la mia testa (pt. I)

Di solito mi approprio di frasi altrui, quando voglio esprimere il mio stato d’animo, oppure trascrivere i miei pensieri. Rileggendo vecchi post pubblicati su questo prezioso e caro amico che è Tumblr, che mi ascolta e sopporta senza darmi della depressa, della sgradevole, o della rompipalle, ho notato quanto le situazioni siano cambiate, ma i miei pensieri siano rimasti pressincirca gli stessi, in un certo senso sono rimasta coerente con me stessa.

Ieri, alla Radio, ho sentito un programma dove intervistavano delle persone 
e gli chiedevano dove si trovavano cinque anni fa e cosa facevano. Questa domanda, mi ha incuriosito, perciò ho attentamente ascoltato e riflettuto sulle risposte date dagli intervistati: uno, cinque anni prima lavorava nella stessa azienda in cui lavora tutt’ora, nella medesima città; un altro, allora faceva i pendolari tra Milano e Reggio Emilia, ora, si è stabilizzato, ha trovato l’amore ed è felici; un altro ancora, cinque anni fa si trovava in Finlandia, mentre adesso, si trova nel sud delle Filippine.
Ed io? Dove sarò fra cinque anni? Avrò vissuto intensamente questi giorni, tanto da ricordarmeli ancora, e ripensandoci, rivivere ancora le stesse emozioni?

Io, cerco di consigliare gli altri, le persone a cui voglio bene e che mi circondano, cerco di fare di tutto per renderle felici, ma non penso mai a me stessa. Non sono capace di fare qualcosa per rendermi felice (ho letto da qualche parte, che alcuni si fanno regali da soli, per ricordarsi di quanto sono importanti; se fosse così, io dovrei farmi un regalo ogni 2 ore). Forse è la paura, che mi fa fare scelte sbagliate; io sono ancora una bimba, a cui bisogna stringere la mano, e ripeterle infinite volte che dall’armadio non uscirà nessun mostro (e se per caso uscisse, sarà simpatico come Sulley, il grande ma tenerone mostro del film Monsters&co). A volte, penso di aver paura delle cose più stupide, non lo so, davvero.

Mi piacerebbe prendere e partire. Una notte di non so quanto tempo fa, ho fatto un sogno strano, ma perfetto. Andavo all’aereoporto, e mi dirigevo verso gli sportelli in cui vendono i biglietti aerei (questi però, assomigliavano vagamente a quelli presenti nella fiera di Bologna), e prendevo un biglietto per Parigi Cherles de Gaulle, che costava relativamente poco, ma io contavo fino agli utlimi spiccioli per riuscire a mettere insieme il gruzzoletto che avrebbe permesso di rendere mio quel biglietto aereo tanto atteso. Con me, era presente una persona, che veniva con me. Prima che mi svegliassi, mi ricordo che ci allontanammo insieme verso la sala d’attesa, dopo aver comprato i biglietti.


Io ho bisogno di pazzie, e quando uso questo agettivo, non intendo prendere una sbronza, fare la figa per una sera, sfuggire dalla realtà, dimenticandomi per qualche ora di quello che mi circonda. Ho bisogno di cambiare aria, vivere nuove esperienze, tornare con un “bagaglio di conoscienza in più”. Ho bisogno di prendere la mia valigetta (quella piccolina, non vorrei troppo ingombro), con all’interno poche cose essenziali per la soppravivenza (un paio di vestiti, scarpe, e uno zainettino/borsetta per girare), e viaggiare, viaggiare, viaggiare fino ad avere il mal di mare; per viaggiare, intendo anche visitare le spiaggie più belle d’Europa (che dico, del mondo!, anche se alla fine le più belle le abbiamo qui in Italia).
Ho bisogno di vivere, e qui dove sono, non ci riesco, mi sento soffocare.

Tu mi fai del male. Io non so che cosa mi fai, ma mi fai stare da cani, e questo mi fa paura, tanta paura (lalala paura di star bene, di scegliere e sbagliare, ma ciò che mi fa stare bene, sei tu amoooree lalala.. Ok basta citare TzN :D). Non lo so cosa ho in testa, ma devo resettarla. Solo che mi immagino troppe cose, e mi faccio viaggi mentali (ce li ho nel DNA i viaggi lol), di cui sinceramente in questo momento non ho bisogno. Più che altro, ho bisogno di qualcuno che mi salvi, altrochè. I supereoi, dove sono quando servono???

Buonanotte,
vi auguro una splendida nottata,
e tanti sogni d’oro.






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